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La terra del drago tonante

I Bhutanesi chiamano la propria patria Druk Yul, “la Terra del drago tonante”, una terra antica, che ha saputo conservare intatto il suo grande patrimonio culturale e naturale.

I periodi migliori per visitare il Bhutan sono la primavera (da marzo a maggio), con le splendide fioriture di rododendri, e l’autunno (da fine settembre a fine novembre), con i colori cangianti della natura. L’inverno è freddo, ma le giornate terse, è il tempo migliore per il bird-watching; l’estate piove, da giugno ad agosto è la stagione dei monsoni, i campi sono di un verde intenso.

Un viaggio in Bhutan richiede un buon spirito di adattamento per alcuni lunghi trasferimenti in strade non sempre in buone condizioni.

Bhutan

UNA TERRA SCONOSCIUTA...

Fino agli anni ’60 tutti i viaggi in Bhutan erano a dorso di cavallo.
“Druk Yul”, la terra del drago tuonante sta lentamente emergendo dall’isolazionismo autoimposto. E’ una nazione ricca di eccitanti sorprese, racchiusa fra le pieghe della catena himalayana con picchi irraggiungibili, grandi e impenetrabili Dzongs, foreste primarie incontaminate e una popolazione il cui stile di vita è immerso nella cultura e nella tradizione. Perla incastonata fra Cina, Nepal, Bangladesh e India con solo 700.000  abitanti  (il 70% dei quali dediti all’agricoltura), il Bhutan è stato indicato da “Business Week” come il paese più felice in Asia. Qui hanno tentato di definire uno standard di vita improntato alla filosofia della Felicità Interna Lorda (in lingua inglese GNH Gross National Happiness). Così la qualità della vita si misura a prescindere dal prodotto interno lordo (in lingua inglese GNP Gross National Product), una verità quasi dogmatica che per la prima volta è stata messa sistematicamente in discussione: infatti nell’analisi dello sviluppo economico, i responsabili  politici del Bhutan tengono conto dell’equità sociale nel rispetto per tutti gli esseri viventi, della natura, della tradizione culturale, della partecipazione della comunità e della necessità di equilibrio tra il lavoro, il sonno e la riflessione o la  meditazione. Secondo questa pragmatica indicazione, il Bhutan ha tracciato con successo una linea di demarcazione fra le forze contrapposte della modernizzazione e dell’ambientalismo. In ossequio al profondo rispetto che la popolazione bhutanese nutre nei confronti della natura, il Regno è uno dei paesi leader nella preservazione dell’ambiente e biodiversità. “Il dogma della illimitata produttività e crescita è ingiusto e insostenibile per le generazioni future" secondo quanto affermato dal capo del governo, quindi ad obiettivi meramente economici viene sostituita quella che oggi si potrebbe definire una responsabilità sociale o, meglio, una sostenibilità di stato. Più del 70% del territorio è ancora ricoperto da foreste. La sua ricca flora e fauna himalayana, gli stupefacenti picchi imbiancati e le rigogliose vallate verdi conferiscono al Bhutan una incommensurabile grandezza estetica. Anche i viaggiatori più navigati considereranno il Bhutan una rivelazione. L’aria è pulita e priva di ogni inquinamento, le montagne maestose e l’architettura incute soggezione. Finora hanno evitato il turismo di massa adottando una politica basata sui piccoli numeri e sui grandi incassi. Il turismo è concesso solo nella misura in cui è ecologico, sostenibile e non invasivo nei confronti della cultura tradizionale delle popolazioni locali: sono permessi circa 20mila visitatori all’anno che devono lasciare almeno 250 dollari al giorno. Inoltre è proibito scalare le montagne. Il Bhutan condivide molti aspetti culturali con il Tibet, tra questi la religione buddhista, più esattamente la scuola kagyu con uno spiccato accento tantrico e la medicina tradizionale tibetana. E’ un paese molto particolare e unico in quanto è l'ultimo paese del mondo dove il buddismo vajrayana è la religione di stato e di fatto la sola praticata dagli abitanti. Il buddhismo non è solo una religione ma una filosofia pratica che impronta lo stile di vita e crea un’atmosfera nel paese che può ben essere definita di aperta cordialità e amichevolezza. E’ un paese straordinario e unico sul Subcontinente Indiano: piccoli villaggi, fortezze magnifiche, monasteri. La vita sembra essersi fermata a mille anni fa. Il Bhutan ospita oltre 500 monasteri, oltre 140 Lama reincarnati, circa 800 monasteri di villaggio e altri 500 templi. Gli dzong sono tipiche costruzioni con funzione di centro religioso, militare, burocratico e amministrativo; in quello di Paro è stato filmato "Il piccolo budda" di Bertolucci.
I festivals sono ricche e felici espressioni della sua antica cultura buddista. Sono tenuti in onore di Guru Rimpoche, il santo che vi introdusse il buddhismo nell’8° secolo e sono il modo migliore di sperimentare i colori, la passione ed il vibrante coinvolgimento. Ogni anno nei centri più importanti così come in alcuni dzong minori si tengono i tshechu dove si assiste ai cham, danze rituali con maschere stilizzate. Monaci e laici si incontrano per celebrare la loro unità spirituale e ricevere la benedizione dai religiosi. E’ l’occasione per i contadini di staccare dal duro lavoro dei campi, socializzare, fare mercato e partecipare alla miriade di eventi, ai giochi di abilità, alle fiere e dopo i tshechu aumenta il numero dei matrimoni. Non sono assolutamente feste perdutesi col tempo e appositamente ricreate per noi turisti, ma autentiche manifestazioni organizzate soprattutto per i bhutanesi che vi partecipano numerosi.

 

PROGRAMMA DI VIAGGIO

PER IL THIMPHU TSHECHU E IL THANGBI MANI
dal 30 settembre al 15 ottobre 2014
16 giorni / 14 notti

1° giorno – martedì 30 settembre: Padova / Istanbul
(possibilità di partire e tornare da Milano, Torino, Roma, Napoli)
Partenza da Padova in pullman riservato per l’aeroporto di Venezia. Disbrigo delle formalità doganali ed imbarco sul volo di linea Turkish Airlines TK 1872 alle ore 14:20.  Arrivo a Istanbul alle 17:45. Proseguimento con volo di linea Turkish Airlines TK 726 alle ore 21:45.

2° giorno – mercoledì 1 ottobre: Istanbul / Kathmandu / Bhaktapur
Arrivo all’aeroporto internazionale di Kathmandu alle ore 07:15, incontro con il corrispondente locale, trasferimento e sistemazione all’Heritage Hotel a Bhaktapur. Visita del centro storico della capitale: Durbar Square, l’antico quartiere della residenza reale, Kasthamandap, il Palazzo Reale Hanuman Dokha; la Casa-Tempio della Kumari, la “Dea Vivente”; il Tempio di Mahadev e Parvati.
Pranzo allo Sweet Home a Bhaktapur. Nel pomeriggio si visita Bhaktapur, la “città dei devoti”, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, che regala con la sua atmosfera medioevale intatta nei ritmi, nelle preghiere, nei canti sacri, emozioni indimenticabili. Visita della cittadina: le antiche piazze, il quartiere dei vasai, l’importante tempio a cinque piani di Nyatapola, la Durbar Square. Si percorrono le strette vie contornate da palazzi medioevali, accompagnati dal sorriso dei bambini e dai gesti antichi degli artigiani e dei contadini che vi abitano. Cena e pernottamento in Hotel.

3° giorno – giovedì 2 ottobre: Kathmandu / Paro / Thimphu (2320 m.)
Dopo colazione, visita di Pashupatinath. E’ un complesso di templi induisti edificato sulle rive del fiume sacro Baghmati. Alla mattina è possibile assistere alle cerimonie di cremazione dei defunti; si tratta di situazioni piuttosto “forti”, ma di notevole fascino. Il secondo tempio Bodnath è il più importante tempio buddhista di Kathmandu, meta di pellegrinaggio di moltissimi monaci e profughi tibetani.
Trasferimento in aeroporto per il volo KB 401 in partenza da Katmandu alle ore 13:00. Il volo Druk Air da Kathmandu a Paro offre uno dei panorami himalayani più spettacolari rispetto a qualunque altro volo di linea. Usciti dalla vallata di Kathmandu, si potranno vedere una serie ininterrotta di vette, Everest, Makalu, Kangchenjunga, Shisha Pangma, Nuptse e la splendida cima innevata del Chomolhari (7.314 m), la montagna sacra del Bhutan. Arrivo a Paro alle ore 14:15, disbrigo delle formalità doganali, incontro con il corrispondente locale e partenza in direzione Thimphu che dista da Paro 59 km e richiede circa 2 ore.
La capitale è situata in una larga vallata attraversata dal fiume Wang Chu. Sulla strada prima di raggiungere Chunzom alla confluenza dei fiumi Paro e Thimphu ci si ferma al monastero Tachogang, “il tempio del cavallo eccellente” costruito dal Gyalpo Thangthong, costruttore di 58 ponti sospesi con catene di ferro fra Tibet e Bhutan, alcuni dei quali ancora in uso. Arrivando nel distretto della capitale, si possono osservare tre tipi di chorten nei diversi stili, nepalese, tibetano e butanese. Sono stati posizionati qui per tenere lontani i sortilegi nefasti, perché secondo la tradizione l’unione di due fiumi è considerata nefasta. Si tratta di monumenti buddhisti, la cui funzione principale è quella di conservare reliquie. Il termine deriva dal sanscrito (in tibetano Chorten) che letteralmente significa “fondamento dell’offerta” ed è il simbolo della mente illuminata (la mente risvegliata, divinità universale) e del percorso per il suo raggiungimento. Se si usano soltanto due parole, la migliore definizione di stupa è “monumento spirituale”. A livello simbolico, lo stupa rappresenta il corpo di Buddha, la sua parola e la sua mente che mostrano il sentiero dell’illuminazione. Arrivo all’Hotel Pedling, assegnazione delle camere riservate, cena e pernottamento.

4° giorno – venerdì 3 ottobre: Thimphu Tshechu
Dopo colazione, intera giornata dedicata al festival di Thimphu. Il Thimphu Tshechu è il più famoso festival religioso e offre l’opportunità di vedere mescolandosi ad essi i bhutanesi con i loro abbigliamenti più belli e con i gioielli più preziosi, in un grande momento di festa dopo un anno di duro lavoro nei campi. E’ stato introdotto nel 1687 durante il regno del quarto Desi, Tenzin Rabgye. Il Tshechu è una festa in onore di Guru Padmasambhava, “colui che è nato dal fiore di loto”. Il santo indiano ha contribuito enormemente alla diffusione del buddhismo tantrico nella regione himalayana del Tibet, Nepal e Bhutan intorno al 800 dC. Egli è il fondatore della Nyingmapa, la “vecchia scuola” del lamaismo, che ancora oggi ha un ampio seguito. La biografia del Guru è caratterizzata da 12 episodi sul modello della vita del Buddha Shakyamuni. Queste grandi azioni sono commemorate nel corso di un anno il 10° giorno del mese nel “Tshechu”. Le date e la durata delle feste variano da un distretto all’altro, ma hanno sempre luogo il giorno 10 del mese secondo il calendario bhutanese. Non sono solo delle cerimonie formali, ma un’occasione per ritrovarsi, stare insieme e fare conoscenza godendo di un atteso momento di gioiosa convivialità. Accompagnati dal suono di cembali e  trombe i monaci, vestiti con variopinti abiti di broccato e con elaborate maschere di legno sul viso rimaste invariate nei secoli, eseguono i Cham, complesse e spettacolari danze, riti religiosi ed esorcistici, nella piazza a fianco del Tashichhodzong, il cuore pulsante del Paese dove si trovano la sala del trono, gli uffici dei ministri, il più grande monastero della nazione e la sede estiva di sua santità Je Khempo, l’abate dei Drukpakagyu bhutanesi, massima autorità religiosa del paese. L’origine della maggior parte delle danze risale al periodo medievale e ognuna ha un significato religioso rappresentato dai monaci e dagli abitanti dei villaggi. Nel Cham occorre superare la normale percezione cui la nostra mente razionale ci relega per immergersi in mondi immaginari in cui spirito, emozioni e pensiero si fondono. In un vortice di colori, suoni e di intenso folclore, gli dei e i demoni della mitologia buddhista ritornano a vivere. I festeggiamenti sono ravvivati dalla presenza degli Atsaras, i giullari, che intrattengono il pubblico con le loro burle. Il Tshechu è una festa religiosa e frequentando esso, si ritiene si guadagnino meriti.
Dopo il pranzo in un ristorante locale, ci si reca a Semtokha, cinque miglia fuori Thimphu. Qui si incontra il primo Dzong costruito nel 1627 dallo Zhabdrung Ngawang Namgyal, l’abate proveniente da Ralung in Tibet che pose le basi della struttura religiosa e politica del Bhutan. Ora ospita l’istituto di studi linguistici e culturali. Si raggiunge Sangiay Gang da dove si può godere di una veduta a volo d’uccello della vallata con una sosta al mini zoo per vedere l’animale nazionale “takin”. Racconta la leggenda che, nell’VIII secolo, Guru Rimpoche arrivando in queste terre, chiese come pranzo una capra e uno yak. Dopo essersi saziato, unì lo scheletro della testa della capra allo scheletro del corpo dello yak dando così origine a una nuova specie di animale: il takin appunto. Ci si reca infine al Buddha Point di Kuensel Phodrang dove è stata da poco ultimata la statua di Buddha più grande del mondo e da dove si ha una vista panoramica di Thimphu. Rientro in Hotel. Cena e pernottamento.

5° giorno – sabato 4 ottobre: Thimphu
Dopo colazione si visita il Memorial National Chorten ideato dal terzo Druk Gyalpo Jigme Dorji Wangchuk come un monumento alla pace nel mondo e alla prosperità. Completato nel 1974 dopo la sua prematura scomparsa su iniziativa della Regina Madre Ashi Phuntsho Choden Wangchuk, è un memoriale sia per il defunto Re, padre del Bhutan moderno, e un monumento alla pace nel mondo. E’ il luogo religioso maggiormente frequentato dai locali, al centro della città. Ci vanno per pregare, far girare le ruote-preghiera, rivolgere suppliche di grazie verso un altare al centro dell’edificio. E’ una grande struttura costruita in memoria del terzo re. Colore dominante è il bianco arricchito da particolari dorati come l’alto pinnacolo. Altari, statue, dipinti, sculture tantriche presentano un pantheon buddista elaborato e complesso in cui deità positive e negative, protettrici e punitrici si mescolano. Il risultato è un “folclore religioso” e una “fede” in cui il bene e il male si sovrappongono e mescolano. Siamo al secondo giorno del più importante momento di festa della capitale. Avremo modo di assistere ad altri cham e al clima festivo attorno al Tashichhodzong.
Pranzo in un ristorante locale. Nel pomeriggio ci si reca al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, vero gioiello dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. E’ simile ad una fortezza, come del resto altri edifici religiosi bhutanesi. Costruito a sud est della città su un crinale che ne rende più interessante la visita, fu costruito nel XII secolo da Nyima, figlio del lama tibetano Phajo Drugom Shigpo. Include pure un seminario ed è una struttura notevole, ricca di particolari artistici e architettonici. Da notare le mura impregnate del tempo passato, in cui sono inserite delle nicchie con numerosissime ruote preghiera protette da sporgenze in legno gradevolmente intarsiate. Quindi visita al convento delle monache Drubthob Gompa che hanno un ruolo importante negli affari religiosi delle comunità locali. Con una camminata si raggiunge infine la Scuola Monastica di Dechenphodrang. Segue la visita alla Fabbrica della carta. L’arte della carta fatta a mano è vecchia di 8 secoli, sebbene l’uso fosse limitato principalmente a scopi religiosi.  Infine si visita il mercato del fine settimana che si estende su entrambe le sponde del Wang Chhu, appena a nord dello Stadio Changlimithang. I venditori provengono da tutta la regione e rimangono fino alla domenica sera. Sulla riva occidentale ci sono anche bancarelle con prodotti artigianali. Rientro in Hotel. Cena e pernottamento.

6° giorno – domenica 5 ottobre: Thimphu / Punakha  (1220 m.)
Dopo colazione si parte quindi per Punakha. Per raggiungerla occorrono tre ore. Dopo 45 minuti si arriva al passo Dochula a 3140 metri. Se la giornata è limpida si ha una vista spettacolare della parte occidentale della catena himalaiana: Masang Gang (7194 m), Tsendav Gang (6994 m), Teri Gang (7304 m), Jejekangphu Gang (7190), Zongphu Gang (7094 m), una montagna isolata che domina la regione di Lunana ed infine Gankar Punsum, la cima più alta del Bhutan con 7564 m. Il passo è punteggiato da numerose bandiere di preghiera, da 108 chorten e da piccoli Tsa Tsa che contengono le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. 108 è un numero assai caro ai buddisti, 108 sono le preghiere scritte nei rotoli di carta contenuti nelle ruote-preghiera, e 108 sono anche le bandiere-preghiere dedicate ai defunti. Si ridiscende attraverso la foresta di rododendri e magnolie fino alla fertile valle di Lobesa dopo aver attraversato i villaggi di Lumitsawa e Thinleygang. Con gli ultimi venti minuti di guida si raggiunge Punakha.
Pranzo in un  ristorante locale. Con una piacevole passeggiata attraversando il villaggio e le risaie si visita il monastero Chimi Lhakhang, il “tempio della fertilità” costruito nel 15° secolo dal Lama Drukpa Kuenley più conosciuto come l’”illuminato pazzo”, il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. I Bhutanesi visitano questo monastero  costruito per dominare i demoni locali ed è un pellegrinaggio particolarmente frequentato dalle donne per gli influssi positivi sulla fertilità: le coppie, anche straniere, che non riescono ad avere figli e chiedono con fiducia la grazia, vengono quasi sempre esaudite. Sistemazione presso l’ Hotel  Zangdopelhri a circa 5 Km. da Punakha. Cena e pernottamento.

7° giorno: lunedì 6 ottobre Punakha
Dopo colazione, ci si reca a visitare il chorten Khamsum Yulley Namgyel situato sulla cima di una collina da cui si ha una splendida vista della valle di Punakha. Lo si raggiunge camminando per circa un’ora fra le risaie a terrazza. Successivamente si visita lo Dzong di Punakha, il più bello e storicamente importante, il secondo costruito nel paese, nel 1637 dallo Zhabdrung Ngawang Namgyal, idealmente collocato alla confluenza fra i due fiumi Pho Chu (maschio) e Mo Mo Chu (femmina), meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito nei sei mesi più freddi dell’anno, per il clima meno rigido di questa valle. Nonostante i danni provocati da numerosi incendi e da un forte terremoto, lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, danneggiato da una recente inondazione causata dalla tracimazione di un lago di origine glaciale. La torre centrale, l’utse, è alta sei piani. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici.
Pranzo in ristorante. Ci si reca poi all’Università Nalanda conosciuta localmente come Daley Goenpa, fondata nel 1754 da Gelwang Shaja Rinchen Rimpoche, la reincarnazione di Rechungpa. Il luogo è considerato molto sacro e i bhutanesi cercano di visitarla almeno una volta ed è inoltre fuori dai circuiti turistici comuni. Rientro in Hotel. Cena e pernottamento.

8° giorno – martedì 7 ottobre: Punakha / Trongsa   (2000 m.)
Superata Wangdue, si prosegue per Trongsa attraverso scenari sempre mutevoli delle zone rurali del Bhutan fra insediamenti sparsi lontano sulla strada per Nobding. Ci si ferma a visitare il Gangtey Gompa nella valle delle gru collonero. Si supera il passo Phele a 3350 metri fra gigantesche conifere a cui si aggrappano argentei licheni, circondato dal Parco nazionale Jigme Singye Wangchuck, per poi discendere attraverso un paesaggio di ampie praterie fino a  Chendebji Chorten, importante per il suo chorten del 19° secolo modellato sul disegno dello stupa Boudhanath di Katmandu. Il chorten costruito dal lama tibetano Shida sui resti di uno spirito maligno ucciso in questo posto è quello più orientale sulla strada dei primi missionari buddisti.
Dopo il pranzo, nel pomeriggio si continua per altre due ore il viaggio per Trongsa. Avvicinandosi si scopre una sbalorditiva vista dello Dzong di Trongsa da un punto della vallata a 2120 metri attraverso una stretta gola attraversata dal fiume Chu, che scorre dal picco dell’Himalaya. Al centro del regno circondata da passi di alta montagna, Trongsa fu fondata dagli emigranti tibetani. Arrivo all’Hotel Viewpoint Resort, assegnazione delle camere riservate. Dopo una passeggiata serale, cena e pernottamento.

9° giorno – mercoledì 8 ottobre: Trongsa / Bumthang (2600 m.)
Dopo colazione si visita il più imponente ed impressionante Dzong del Bhutan, lo Dzong di Trongsa, che ha avuto un ruolo vitale nella costruzione della storia politica del paese. Difatti l’unica strada tra il Bhutan orientale e quello occidentale passa ancora oggi per Trongsa e un tempo attraversava lo dzong vero e proprio, che di conseguenza aveva il controllo assoluto del traffico di merci e di persone fra queste due parti del paese. Il Trongsa Dzong è la dimora ancestrale della famiglia reale del Bhutan. I primi due monarchi ereditari governarono da qui, e la tradizione vuole tuttora che il principe ereditario ricopra per un mese la carica di penlop di Trongsa prima di accedere al trono. “La fortezza sulla cima di una conchiglia” è il più lungo Dzong del paese, costruita su più livelli su un lato della collina, inizialmente nel 1648 dallo Zhabdrung Ngawang Namgyal e in fasi successive dai potenti Penlops e dal 16° Desi Sonam Lhundub. Al suo interno ci sono ben 25 lhakhangs. Si sale passeggiando poi per Trongsa fino alla Ta Dzong, costruita nel 1652 da Choeje Minjur Tempa come torre di guardia e convertita nel 2008 in un museo, che illustra i momenti più importanti della storia bhutanese e del ruolo fondamentale avuto dalla monarchia con importanti reperti come la corona del primo Druk Gyalpo e la lunghissima spada di Gongsar Jigme Namgyel che ebbe un ruolo fondamentale nell’unificazione del paese.
Si ritorna in Hotel per il pranzo. Nel pomeriggio ci si dirige verso la valle di Bumthang. La regione comprende quattro vallate, la Choekhor (Jakar), Tang, Ura e Chumey. La valle di Bumthang ha la maggior parte dei monasteri sacri ed è denominata il cuore del buddhismo nel paese. Superato il passo Yotung a 3536 metri, si discende nella vallata Chumey fino a Zuney, dove si potrà visitare il centro tessile che produce gli indumenti di lana “yathra”. I templi più importanti si trovano nella valle più ampia, quella di Choekhor, comunemente denominata Bumthang. Con gli ultimi 30 minuti di guida si raggiunge lo Swiss Lodge a Bumthang. Cena e pernottamento.

10° giorno –  giovedì 9 ottobre: Bumthang (Tangbi Mani)
Dopo colazione si parte per Thangbi. E’ l’ultimo giorno del festival di Tangbi Mani ci offre l’opportunità di assistere ad un festival poco visitato che si tiene nella campagna di Tamshing. La gente arriva dai villaggi di Thangbi, Goling e Kharshat con i vestiti più belli. Il festival è l’unico in Bhutan a trarre le sue origini dalla scuola Karmakagyu. Le danze sono eseguite dai Gomchen, i monaci laici, figure molto importanti in Bhutan, e non dai professionisti ammirati nei cham a Thimphu. C’è un interessante mercatino dove le persone si divertono con giochi di dadi e carte con piccole scommesse di denaro, bevendo chang, la birra prodotta localmente. Il clou della cerimonia è la grande pira di fascine cui si da fuoco e attraverso la quale i partecipanti passano in un rito di purificazione.
Rientro al lodge per il pranzo. Nel pomeriggio si prosegue con lo Dzong Jakar, “la fortezza dell’uccello bianco”. Inizialmente costruito come monastero nel 1549, divenne Dzong quando lo Zhabdrung consolidò il suo potere nel 1646 ed ora ospita il centro amministrativo di tutta la regione del Bumthang e residenze per l’ordine monastico regionale.  Si conclude con una visita all’istituto privato Karchu Dratshang retto da sua eminenza Namkai Ningpo Rinpoche, dove c’è l’opportunità di assistere alla cerimonia di preghiere ed anche alla sessione di dibattito dei monaci. Ritorno al Lodge. Cena e pernottamento.

11° giorno – venerdì 10 ottobre: Bumthang
Dopo colazione si parte per la valle Tang, che fa parte del distretto di Bumthang, guidando fino a Dechen Pelrithang e proseguendo poi per 27 Km. attraverso diversi villaggi. Sulla strada si visita Membartsho, il “lago infuocato” dove Terton Pema Lingpa ha scoperto il tesoro religioso nascosto dal Guru Rimpoche. Si raggiunge Kizom, punto di partenza per un’escursione a piedi di un’ora al monastero di Ugyen Choling sulla collina che domina la vallata di Tang. E’ stato riconvertito in museo e l’illustrazione della breve storia di Ugyen Cholin inizia con il grande maestro del buddhismo tibetano Longchen Rabjam (1308-1363). E’ il più celebrato scrittore e filosofo della scuola Nyingmapa di buddhismo tibetano ed è considerato colui che ha sintetizzato la dottrina e i metodi della “scuola della grande perfezione” Dzonghen. Il monastero non è mai stato la sede del potere politico ma ha giocato un ruolo vitale come centro religioso. E’ l’unica struttura della sua dimensione e storia ancora esistente e utilizzata da una famiglia discendente dai primi proprietari. Per la grandezza del complesso è stata trasformata in museo per assicurare continuità, preservare e mantenere Ugyen Choling come eredità religiosa e culturale, continuando la tradizione e i rituali, per garantire un posto ideale per gli studi, la ricerca e la meditazione, facendo rivivere e valorizzando le produzioni dell’artigianato locale.
Rientro al lodge per il pranzo. Nel pomeriggio si visita il Jambay Lhakhang la cui origine risale al VII secolo: il tempio è infatti uno dei 108 edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo nel 659 in un solo giorno per domare l’orchessa del Tibet, e si dice essere posizionato sul ginocchio sinistro della diavolessa. E’ considerato il più antico sito buddista del Bhutan, al pari di Kyuchu Lhakhang di Paro, che visiteremo nel 14° giorno e sarebbe invece posto a bloccare il piede sinistro della diavolessa. Si passa poi al Kurjey Lhakhang un altro monastero sacro che comprende tre templi. Quello a destra fu costruito nel 1652 sulla roccia dove Guru Padmasambhava meditava nell’VIII secolo. Il secondo è costruito su una caverna nella quale la leggenda vuole che il Guru Padmasambhava lasciasse impressa su una roccia l’impronta del proprio corpo (kur significa roccia, jey corpo) mentre stava meditando. Il terzo fu costruito dalla regina Madre Ashi Kesang Choeden Wangchuck e tutti e tre sono circondati da un muro con 108 chortens. Si effettua poi una breve escursione a piedi sul lato opposto del fiume fino al monastero di Tamshing costruito nel 1501 da Terton Pema Lingpa e retto dalla sua attuale reincarnazione, che è il più importante centro Nyingmapa del paese, con affreschi storicamente importanti come i 1000 Buddha e le 21 Taras (la forma femminile del Bodhisattva). Ritorno al Lodge. Cena e pernottamento.

12° giorno – sabato 11 ottobre: Jakar / Trongsa / Wangdue (2320 m.)
La mattina presto si ritorna indietro per la stessa strada, l’unica da ovest ad est, attraverso il distretto Wangdue via Trongsa. In questo trasferimento si possono vedere bellissime foreste. Ci si ferma per il pranzo al Chendebji Hotel.Nel pomeriggio si supera nuovamente il passo Phele (3420 m.) per scendere a Nobding (2640 m.), si ripercorre la strada che conduce alla vallata glaciale Phobjikha sopra il PassoTashi. Si prosegue fino a Wangdue. Arrivo all’Hotel Zangdopelhri. Cena e pernottamento.

13° giorno – domenica 12 ottobre: Wangdue / Paro (2280 m.)
Dopo colazione si parte per rientrare a Paro dove si alloggia all’Hotel Tashi Namgay Resort. Pranzo in ristorante. Visita del Ta Dzong, una antica torre dell’orologio, che è ora dimora del Museo Nazionale. Sotto al Museo si trova il Paro Rinpung Dzong, il centro dell’autorità civile e religiosa dell’intera vallata di Paro, probabilmente il miglior esempio esistente di architettura bhutanese. Fu costruito nel 1646 dallo Zhabdrung Ngawang Namgyal come fortezza per difendersi dalle incursioni. Una breve camminata ci porta alla base del Tempio attraverso un tradizionale ponte a campate coperto che attraversa il Paro Chu ed è chiamato Nemi Zam. Cena e pernottamento.

14° giorno – lunedì 13 ottobre: Paro
Dopo colazione è prevista la visita allo spettacolare monastero Taktsang, “il nido della tigre”, divenuto il luogo simbolo di questo esoterico paese. Ci si dirige a nord della valle di Paro fino a Ramthangkha, da dove a 2600 m. ha inizio l’escursione al monastero. Il sentiero si arrampica attraverso una bella foresta di pini  costellata di svolazzanti bandiere di preghiera fino a 3095 m. Grazie ad uno speciale permesso sarà possibile visitare il monastero. La leggenda vuole che Guru Padmasanbhava, il fondatore del buddhismo, abbia volato dallo Dzong di Singye a Lhuentse nel Bumthang orientale su una tigre, portando gli insegnamenti buddhisti e abbia meditato nelle grotte. Ed è da qui che ha diffuso il Buddhismo Vajrayana come profetizzato da Buddha quando raggiunse il nirvana. Questo è uno dei più sacri e venerati fra i siti buddhisti nel mondo. Fu visitato nel 1646 dallo Zhabdrung Ngawang Namgyal. Ogni bhutanese dovrebbe salirci almeno una volta nella vita.
Dopo la visita si scende alla caffetteria di Taktsang per il pranzo. Nel pomeriggio ci si reca a nord di Paro per visitare Kyichu Lhakhang, una coppia di templi. Il primo è uno dei più vecchi e più sacri monasteri risalente al periodo dell’introduzione del buddhismo nell’ottavo secolo la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo allo scopo di immobilizzare il piede sinistro della diavolessa che cercava di impedire la diffusione del buddhismo, mentre il secondo fu fatto costruire nel 1968 dalla Regina Madre Ashi Kesang Choeden Wangchuck. Rientro in Hotel. Cena e pernottamento.

15° giorno – martedì 14 ottobre: Paro / Kathmandu
Il volo KB 400 parte alle 07:00 per Kathmandu con arrivo alle 08:05 (gli orari possono però variare e vengono confermati a Paro). Trasferimento all’Hotel Yak & Yeti *****. Intera giornata dedicata alla Valle di Kathmandu. Dopo la prima colazione escursione a Swayambunath, la collina sacra dalla quale, racconta la leggenda, ha avuto origine la valle di Kathmandu. Saliamo i 360 gradini fra le bandierine di preghiera e i pellegrini per raggiungere l’antico stupa con gli occhi compassionevoli di Buddha.
Pranzo al Patan Cafe. Dopo pranzo visita dei villaggi tradizionali Newari di Khokana e Patan, la “città della bellezza”, antica capitale del regno, dove la maestria degli artisti newari raggiunge il massimo splendore, nell’architettura dei templi, delle case, delle piazze. Rientro a Kathmandu. Cena e pernottamento in hotel.

16° giorno – mercoledì 15 ottobre: Kathmandu / Padova 
Trasferimento in tempo utile in aeroporto per il volo di rientro. Partenza con il volo TK 727 in partenza alle ore 08:45 con arrivo a Istanbul alle ore 13:40. Partenza con il volo TK 1869 alle ore 16:50 e arrivo a Venezia alle ore 18:20. Rientro in pullman riservato a Padova.   
Bhutan

DETTAGLI DEL TOUR

QUOTA
Euro 4.200,00 a persona

LA QUOTA COMPRENDE
- Volo di linea TURKISH Venezia / Istanbul / Kathmandu / Istanbul / Venezia, inclusa franchigia bagaglio 20 Kg;
- Volo di linea Druk Air Kathmandu / Paro – Kathmandu, inclusa franchigia bagaglio 20 kg; tasse aeroportuali (ad oggi 280 €);
- Assistenza in aeroporto (arrivo/partenza);
- Trasferimenti aeroporto/hotel/aeroporto;
- Trasferimenti, visite ed escursioni come da programma con pullman riservato A/C in Nepal e con Toyota Coaster Bus da 19 posti per tutto il tour in Bhutan;
- 14 pernottamenti negli hotel indicati con sistemazione in camera doppia;
- Trattamento di pensione completa;
- Guida parlante italiano in Nepal e in inglese in Bhutan;
- Accompagnatore DOIT VIAGGI dall’Italia esperto della destinazione e in grado di tradurre le spiegazioni della guida locale;
- Entrate ai siti indicati nel programma;
- Visto per il Bhutan;
- Assicurazione medico bagaglio e contro l’annullamento.

LA QUOTA NON COMPRENDE
- Permessi per fotografare, da pagare in loco;
- Bevande e mance (saranno raccolti € 50 dall’accompagnatore in loco)
- Quanto non indicato alla voce "la quota include"

NOTE
- Euro 520,00 (supplemento singola)
- Le quote di partecipazione sono state calcolate sulla base del cambio euro/dollaro: 1,35 (10/1/2014). Una variazione del tasso di cambio del +/- 3% potrebbe portare ad un ritocco dei prezzi indicati.
- Eventuali adeguamenti valutari potranno essere applicati 20 giorni prima della partenza
- La parte quotata in dollari corrisponde al 70% del totale
 

 

INFORMAZIONI UTILI

VISTO
Per entrare in Bhutan occorre il visto. Per il suo ottenimento occorre il formulario compilato in tutte le parti in inglese e firmato personalmente dal richiedente e 1 foto recente formato passaporto ed in posa frontale  almeno  4  settimane  prima  della partenza. Per  l’ottenimento  del visto  indiano  occorre  il formulario compilato  in  tutte  le  parti  in  inglese  e  firmato  personalmente  dal  richiedente  e  2  foto  recenti  e  identiche formato passaporto ed in posa frontale almeno 4 settimane prima della partenza. La validità dei passaporti deve superare i 6 mesi oltre la permanenza nel paese.

DIFFICOLTA’
L’itinerario è moderatamente faticoso: richiede di essere in buona salute ed in condizione di effettuare qualche camminata. La più impegnativa è quella del giorno 17 settembre, una delle escursioni più belle del tour: il dislivello fra il fondovalle e il Taktsang è di oltre 800 metri e si copre su sentieri di montagna. La prima tappa fino alla caffetteria richiede mediamente 1 ora e si può fare anche a cavallo, da qui per raggiungere la cima occorre mediamente 1 ora (chi vuole può fermarsi alla caffetteria dove si ritorna per il pranzo che offre una spettacolare vista del monastero), il ritorno richiede mediamente 1 ora e mezza nelle due tappe. Il giorno 12 l’escursione al monastero Chimi Lhakhang richiede mediamente 1 ora e mezzo fra andata e ritorno. Le escursioni del 13 e del 16  richiedono circa 2 ore.

VACCINAZIONI
Non sono richieste vaccinazioni. Si consiglia di rivolgersi alle autorità sanitarie competenti per informarsi sulle misure di profilassi raccomandate per il paese di destinazione.

FUSO ORARIO
4 ore in più.

LINGUA
Lingua ufficiale è il Dzongkha che appartiene alla famiglia delle lingue tibetane. Al di fuori della capitale Thimphu, l'inglese è quasi sconosciuto.

VOLTAGGIO
220 volts; portare comunque con sé un adattatore per le prese a spina piatta. E’ consigliabile una torcia elettrica per eventuali interruzioni nell’erogazione della corrente.

VALUTA
Consigliato portare dollari americani in contanti.
Moneta: Ngultrum (BTN ), che si divide in 100 Chhetrum. Il cambio è parificato a quello della rupia indiana (1 euro=71 ngultrun; 1 dollaro= 54,00 ngultrun circa, aggiornato a gennaio 2013).

CARTE DI CREDITO
Accettate negli alberghi e in alcuni negozi di oggetti d’artigianato.

TELEFONIA
Si possono fare telefonate internazionali da tutti i maggiori hotel anche se sono pochi quelli che hanno il telefono in camera per chiamate dirette . Le tariffe sono elevate e non è possibile telefonare con telefonata a carico del destinatario. Il Prefisso dall'Italia è 00975. La telefonia mobile è stata introdotta l'11 novembre 2003. La copertura attuale è con tecnologia GSM 900, l’operatore è B-Mobile (www.telecom.net.bt). La Bhutan Telecom ha introdotto i servizi 3G/EDGE/GPRS dal 5 maggio 2008. Il servizio tuttavia funziona male. Il modo migliore per telefonare in modo conveniente ed economico è l’acquisto di una SIM del gestore del Bhutan.

CLIMA
Gradevole a maggio, settembre ed ottobre, con serate molto fresche; piogge monsoniche da giugno ad agosto. Si tenga però presente che in Bhutan può sempre piovere. Si consiglia di portare felpe calde per la sera, giacca in goretex, scarpe da trekking leggere e vestiti comodi. Il clima è gradevole pur con notevoli escursioni termiche tra il giorno e la notte: le temperature previste durante il nostro tour variano dai 10° ai 25°.

ABBIGLIAMENTO
Indicati indumenti leggeri, sportivi e pesanti al contempo, abiti caldi per la sera, una giacca a vento leggera, calzature da montagna comode o comunque scarpe comodissime adatte anche a camminate in luoghi non asfaltati, calzini di ricambio da utilizzarsi dopo le visite nei templi in cui fosse necessario accedere senza scarpe, occhiali da sole, crema solare ad alta protezione, cappello. L’abbigliamento deve essere rispondente alle caratteristiche dei luoghi visitati, specie quelli sacri e privilegiare la praticità.

MEDICINALI
Medicinali di uso personale, oltre a disinfettanti ed antibiotici per disturbi gastrointestinali. Data l’altitudine (si raggiungono altitudini di 3500 m.) si consiglia una visita medica prima della partenza.

HOTEL – CUCINA – MEZZI  DI TRASPORTO
Si viaggia utilizzando un moderno pulmino giapponese, Toyota Coaster Bus da 19 posti. La nostra organizzazione prevede che i bagagli siano trasportati separatamente su un altro pullman, il che, oltre a rendere più sicuro e veloce il viaggio, permette di trovare le valigie già nelle camere all’arrivo negli alberghi. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese. Si trova anche dell’ottima birra di produzione locale. Sono stati selezionati i migliori alberghi in tutte le località, comodi e puliti con stanze dotate di bagno ed acqua calda.

ACQUISTI
Tra i prodotti tipici ci sono i thangkha (dipinti buddisti eseguiti su tela, montati su uno sfondo di broccato e appesi a un bastone cucito in cima), le yatra (pezzi di lana cuciti insieme per la produzione di maglioni, sciarpe e coperte), statue di ottone, oggetti rituali buddisti come campanelle, cembali e trombe, oggetti di bambù, tappeti bhutanesi e tibetani e infine le varie bandiere del Bhutan. Le autorità del luogo vietano severamente l’esportazione di qualsiasi reliquia, religiosa e non, che sia più antica di 100 anni.

TABACCO
La vendita di prodotti di tabacco è proibita. In tutto il Bhutan è in vigore una legge antifumo per cui è vietato fumare ovunque tranne che a casa propria. Nel testo di tale legge risulta che ogni turista può portare con sé una stecca di sigarette per uso personale, con divieto assoluto di venderla. In realtà alla dogana viene fatta pagare al viaggiatore una tassa di 28 dollari a stecca.

dal 7 al 19 settembre 2013     (13 giorni –10 notti)

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